Stefano, il mago del footbalino

CAS Storie Stefano Bergamini Feb26 Low 44

Stefano Bergamini porta con sé ventidue anni di esperienze nei cantieri. Case, ponti, gallerie. Italia, Africa, Germania, Francia. Una geografia professionale costruita tra condutture forzate e altre opere di genio civile: la sua specializzazione. Ma 5 anni fa ha dovuto ricominciare da zero per scalare le classifiche.

“Mi sono trasferito in Svizzera nell’ottobre del 2021 - racconta -. In Italia ero già capocantiere, qui sono ripartito dalla qualifica più bassa”. Ma la possibilità di risalire è arrivata nel marzo 2023, quando è arrivato in Casada. 

"Qui mi hanno detto: se vuoi camminare, cammina”. Lui invece ha corso. “Mi sono diplomato muratore l'anno scorso. E adesso inizierò i corsi da capocantiere”. In Casada il primo cantiere è stato a Maroggia, alla stazione: barriere architettoniche e ascensori. Poi il ponte di Cauco, due mesi in galleria al San Gottardo per i lavori ferroviari, e infine Marolta, dove si sta realizzando una camera di ritenuta in calcestruzzo armato e altre opere annesse al miglioramento idrico del riale Marolta.

Già nel primo cantiere, a Maroggia, ha ricevuto il battesimo da capocantiere, quando il suo mentore si è ammalato. "Ho preso in mano la situazione. Non c'era tempo per altro".
A Marolta le sfide non mancano. L'orografia complica l'arrivo dei mezzi. "La presenza dell’acqua è stata un problema sin dall'inizio: abbiamo dovuto deviarla per riuscire a lavorare col cemento". E poi la neve, il ghiaccio, i sassi. “Bisogna stare attenti a non farsi male, perché è un attimo".

CAS Storie Stefano Bergamini Feb26 Low 21
CAS Storie Stefano Bergamini Feb26 Low 14
CAS Storie Stefano Bergamini Feb26 Low 29

Stefano è di origini bergamasche e porta nel sangue la tradizione dei muratori della Val Seriana. Ha 36 anni e oggi vive a Biasca con la compagna, valtellinese della Val Malenco, che delizia con manicaretti e ricette elaborate. Fuori dal cantiere, la sua passione è, infatti, la cucina. Ama il finger food, giocare con le consistenze. Ma anche piatti tradizionali a base di selvaggina e funghi:  “Il pesce lo peschiamo noi, la carne la tagliamo in casa. La materia prima la lavoriamo direttamente". Il piatto del cuore? "Un risotto con salsiccia croccante sopra, gocce di aglio e prezzemolo per sgrassare".

L'altra passione è il footbalino. In Italia era un campione a livello provinciale di calcio balilla, come si chiama oltre confine. La sua specialità è l’attacco e a Biasca si è dovuto convertire a segnare con i ganci. E qui emerge la sua filosofia: "Se ti arrabbi, perdi il controllo del gioco. Come nella vita, penso. La miglior difesa è l'attacco, bisogna sempre essere in tensione, anche quando la palla non è in gioco".
Perché per lui le sfide sono vita. "A me le sfide fanno crescere", dice. E a Casada ne ha trovate parecchie, da affrontare con la squadra, perché come sul campo da footbalino: "Vince la squadra, non la persona singola".