Luka: cantieri, gol e motori

CAS Intervista Luka Dokic Giu26 Low 17

In fondo non sono passati molti anni da quando costruiva casette per i gatti con il cugino, mentre ora si occupa di edifici in beton: “Il nonno mi dava il martello, i chiodi, e mi diceva di picchiarli nel legno". Luka Đokic ha 23 anni e sta completando la scuola da tecnico edile. In Casada ha iniziato a lavorare nel settembre del 2025, ma il mondo dei cantieri lo frequentava già. 

Dopo le medie ha studiato da disegnatore di ingegneria civile, un apprendistato di quattro anni tra scuola e lavoro. Poi un anno di maturità e l'iscrizione alla SUPSI, Ingegneria Civile. Ha superato gli esami del primo anno ma c’era un’esigenza che lo studio non colmava: "Volevo qualcosa di più pratico, più presente in cantiere." Ha cambiato strada e ha scelto la formazione da tecnico edile. "È un lavoro più movimentato, non sei sempre fisso in ufficio. E c'è il contatto con le persone: sei immerso in situazioni dove devi risolvere problemi e stare in mezzo alla gente. E questo mi piace."
Per conoscere il cantiere da dentro, in estate è sempre andato a fare il muratore: "Sapevo che l'obiettivo era finire in qualcosa legato al cantiere, così mi sono messo a fare anche la manodopera." Una scelta che oggi dà i suoi frutti: "Il tecnico dirige il lavoro delle persone in cantiere, e averlo conosciuto sul campo ti dà una visione diversa. Sai se una cosa si può fare, quanto tempo richiede, se puoi chiederla o no, anche dal punto di vista umano."

Oggi Luka frequenta la scuola serale a Trevano e intanto lavora come assistente tecnico. Di giorno alterna ufficio e cantiere, e da poco ha ricevuto il primo lavoro da seguire da solo: il Bellinzona Food Court, in stazione, dove al posto del vecchio edificio sotto la pensilina nasceranno tre nuove attività. In parallelo segue il cantiere della stazione di Biasca.
L'arrivo in Casada lo racconta come uno spartiacque. "Mi hanno dato fiducia, qualche dritta e sono andato avanti." Al suo fianco i colleghi più esperti, che lo hanno seguito ma lasciandogli spazio. "Mi hanno accolto bene. Nonostante la differenza d'età si scherza, si ride, ma quando si parla di lavoro si è seri."
Tra i due mondi dell'azienda, Luka preferisce il genio civile. L'edilizia, fatta di dettagli e di architettura, la trova più monotona: “Perché nel genio civile ti attribuiscono un'opera e le competenze le devi trovare tu. Ci vuole ingegno, devi a cercare informazioni, pescare tra i vecchi progetti".
La stessa curiosità la ritrova fuori dal lavoro, nelle auto. Più che la guida, lo intriga il modo in cui una macchina è costruita: "Mi interessa lo studio dell'aerodinamica, le soluzioni adottare per il motore." Si definisce un boomer della sua età, capace di perdere ore davanti ai video in cui si smonta e si rimonta una testata. È pazzo per le BMW sportive, e finita la scuola conta di prenderne una. "Se non avessi fatto il tecnico edile, sarei andato a fare l'ingegnere meccanico. Le due passioni vanno insieme."

CAS Intervista Luka Dokic Giu26 Low 18
CAS Intervista Luka Dokic Giu26 Low 19
CAS Intervista Luka Dokic Giu26 Low 14

L'altra costante è il calcio, da quando aveva quattro anni. Ha girato tutti i ruoli prima di fermarsi in attacco, e oggi gioca in prima squadra nell'FC Riviera. I suoi modelli in campo: Cristiano Ronaldo per la mentalità, "una cosa la fai per te stesso, anche quando non ne hai voglia", e il giovane Désiré Doué, che quel modello lo porta avanti a modo suo.


Nel cassetto ha un viaggio, quello in America. "Hanno uno stile diverso in tutto, le costruzioni, il modo di pensare i luoghi". Lo attira la geometria di quegli spazi, le strade uguali, le case disposte con gli stessi criteri: “Amo la precisione e la simmetria." Lo stesso ordine che cerca, ogni giorno, quando entra in cantiere.